mercoledì 27 febbraio 2008

A MORTE LA VECCHIA DI MEZZAQUARESIMA!!!

Come già ho detto precedentemente la Quaresima è entrata nella sua terza settimana e in molti luoghi dell'Italia si è già cominciato a festeggiare con una sorta di pausa nelle astinenze alimentari e riti quasi carnascialeschi in cui la "Vecchia" (una sorta di Befana) viene segata a metà oppure bruciata.
Sono riti propiziatori della primavera che si avvicina con i quali si ritorna in un certo senso al Carnevale e perciò si "mangiar di grasso" per alcuni giorni.







Ad esempio, la domenica di Mezzaquaresima, cioè domenica prossima, la Vecchia di Mezzaquaresima, nelle sembianze di un pupazzo gi­gan­tesco di legno, dalla faccia vecchia, grinzosa e rugosa, i capelli di stoppa e una cuffia in capo, percorrerà sopra un carro le vie di Forlimpopoli: un'incantevole cittadina che fra l'altro è "altamente gastronomica sia per la sua buona cucina romagnola sia per aver dato i natali al grande Pellegrino Artusi, autore del libro che ha unificato l'Italia a tavola, "La scienza in cucina e l'arte di mangiar bene".

Ebbene, si chiama "La festa di Segalavecchia" quella di Forlimpopoli, e una volta si svolgeva soltanto al giovedì di Mezzaquaresima, che quest'anno sarebbe domani, giovedì 28 febbraio.


Come nella foto al centro (il manifesto dell'edizione della Segalavecchia di quest'anno) la Vecchia tiene in mano tiene una rocca per filare e porta appese al collo sfilze di salsicce, ciambelle, dolci e frutta fresca. mentre il carro che la trasporta è ac­compagnato da un corteo di maschere che lanciano sulla folla coriandoli e confetti: insomma come vi dicevo, una sorta di carnevalata in mezzo al periodo di Quaresima per alleggerire il grigiore delle astinenze che ci impone la magra, scarna e grigia signora.


Ora la festa dura diversi giorni: dalla domenica precedente il giovedì di Mezzaquaresima alla domenica successiva, che è diventato il più importante perché, dopo aver segato la Vecchia nel pomeriggio, il simulacro ricomposto viene portato in giro per la cittadina nel corteo carnascialesco di carri allegorici che l'accompagna per essere infine bruciato, la sera, sulla piazza principale di Forlimpopoli.


Ma prima, quando la Vecchia verrà segata in due, dal suo interno usciranno dolci e frutta secca che verranno raccolti dai golosi bambini della cittadina romagnola. Insomma una bella festa da non perdere!


La festa di Segalavecchia di Forlimpopoli non è che una delle tante feste in cui si sega o si brucia un pupazzo in questo periodo di Mezzaquaresima, come accade ad esempio anche Cotignola, un altro paese romagnolo a nord di Faenza, dove addirittura si fa risalire l'istituzione della festa al 1451, ai tempi in cui il duca Francesco Sforza era signore di quelle terre, dove, si racconta, imperversava una terribile strega che manipolava orridi malefici ai danni della città e dello stesso Duca.


Ebbene, gli abitanti di Cotignola la bruciarono in piazza e il Duca, felicissimo per lo scampato pericolo, ordinò che ogni anno venisse ricordato il rogo della Vecchia: così sarebbe nata la Festa di Segavecchia di Cotignola che tuttora si tiene a Mezzaquaresima.


La "Vecchia" l'ho trovata anche al sud, in tanti luoghi, ma specialmente in Puglia.


Ad esempio a Gallipoli, mi è capitato qualche anno fa di imbattermi durante la Quaresima in un fantoccio femminile, vestito di nero, appeso a un filo steso in una via del borgo marinaro tra casa e casa: è la Caremma (foto a sinistra), e vi assicuro che quando l'ho vista mi sono impressionata per davvero!


Anche a Martina Franca, un'altra bella cittadina pugliese in provincia di Taranto, fin dal mercoledì delle ceneri è stata collocata sui tetti o sui balconi una "pupazza" vestita di nero e riempita di dolci e frutta: la chiamano "la Quarantena" e, naturalmente si tratta della Quaresima che vi rimane, come la Caremma, fino al sabato santo, quando i colpi di un fucile la sventreranno per la gioia dei bambini di Martina Franca che s'ingozzeranno di dolciumi!


In genere la Caremma (o Quarantena) è una variante, tipica nell'Italia meridionale continentale, della Vecchia di Mezzaquaresima nordica, ma che termina con sette piedi o ha in mano un'arancia o una mela ( foto a destra) in cui sono infilate sette penne di gallina che vengono tolte una alla volta durante le sette settimane che precedono la Pasqua quando verrà finalmente bruciata! Prima però dalla sua pancia gonfia usciranno dolci e frutti per i bambini.


Insomma, amici blogger, queste sono Feste da non perdere, perché d'origine antichissima e derivano da un rito precristiano che segnava il passaggio da un anno al­l'altro quando il Capodanno cadeva all'equinozio di primavera: la Vecchia di Mezzaquaresima, che viene bruciata e segata era Madre Natura che giunta decrepita alla fine dell'anno moriva per poi rinascere in primavera come giovinetta.


Quella Vecchia, dunque, non è che la personificazione femminile dell'anno vecchio che muore, con il suo carico di disgrazie e di peccati, e, morendo, offre qualche dolciume, simbolo dei semi da cui sarà nato di lì a poco il nuovo anno agricolo verdeggiante!

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Grazie Marina perchè non solo ci dai ricette simpatiche ma anche perchè trovi per noi e ci ricordi le belle tradizioni italiane.
Baci
letizia

La cuoca itagnola ha detto...

Grazie a te Letizia per condividere la mia passione per le tradizioni popolari che non devono mai scomparire: essere veramente europei o, meglio anocra, appartenere al mondo, significa mantenere le nostre radici, la nostra cucina, il nostro folclore, le nostre tradizioni, insomma. Non c'è futuro senza il passato, diceva Ghoete, infatti.
Credo perciò che abbiamo il compito-obbligo di aiutare a mantenerle vive anche andando alle feste e sagre con i più piccoli perché saranno loro i continuatori di quelle tradizioni.
Bacione,
Marina