martedì 26 febbraio 2008

CIAMBELLE DI MEZZAQUARESIMA


Come promesso domenica scorsa nella mia rubrica su Radiodue, "Che bolle in pentola?"della fine di settimana, ecco la ricetta delle ciambelle di Mezzaquaresima, perché infatti ormai siamo in periodo quaresimale da oltre tre settimane.

Ma sapete che cosa vuol dire Quaresima?

Deriva dal latino Quadragesima dies, che significava "quarantesimo giorno", cioè quarantesimo giorno prima della Pasqua.

Ma perché quaranta giorni? Perché , secondo la Bibbia, quaranta furono i giorni in cui avevano digiunato Mosè, Elia e il Cristo, e quaranta furono i giorni del Diluvio universale, periodo di purificazione.
Ebbene, la Quaresima fu adottata in Oriente nel secolo IV e a Roma a partire dall'anno 384 e ha dato luogo nel mondo cristiano a tantissimi riti, proverbi, modi di dire, sacre rappresentazione e persino tante ricette di cucina “di magro" e dunque da consumare durante i giorni di astinenza e penitenza.
Eccoci però quasi arrivati alla Mezzaquaresima (giovedì prossimo in realtà), la metà del periodo quaresimale, quando la chiesa permetteva ingenue feste, quasi dei piccoli carnevali, per alleviare il rigore dei digiuni penitenziali. Perciò si potevano anche interrompere i digiuni e fare qualche trasgressione a tavola: insomma si poteva di nuovo “mangiar grasso” per pochi giorni!
E ritornavano i dolci e le pietanze fritte carnascialesche, come queste buone ciambelle fritte di Mezzaquaresima.

Ingredienti:
500 g di farina
3 cucchiai d'olio
2 cucchiai di zucchero
20 g lievito di birra
1 cucchiaio di semi di anice
1 pizzico di sale
1 bicchiere di acqua tiepida
mezzo bicchiere di vino bianco


Come si fa di solito, formare un cratere con la farina su una spianatoia. Nel buco mettere lo zucchero, una cucchiaiata di semi di anice, un pizzico di sale, il vino bianco, il lievito di birra sciolto in un bicchiere scarso di acqua tiepida. Impastare e lavorare per un po', finché la pasta diventi morbida. Farne una palla e lasciare lievitare in un luogo tiepido per un'ora circa.
Quando la pasta sarà cresciuta a dovere, rovesciarla sulla spianatoia infarinata, batterla leggermente con le mani e poi farne un salsicciotto e dividerlo in quattro parti.

Un pezzo alla volta, rotolarli tutti sulla spianatoia finché diventino lunghi e grossi come un dito mignolo. Ritagliare dei pezzi di circa 15 centimetri, e ripiegarli a ciambella, premendo molto sul punto d'unione perché la ciambella non si riapra.
Mettere sul fuoco una padella con tanto olio d’oliva, (ma una volta si friggevano con lo strutto) e friggere le ciambelle una alla volta finché saranno dorate e poi disporle sulla carta assorbente.
Una volta fritte tutte, metterle su una piastra e passarle al forno forte, finché diventino dorate e leggere. Infine ricoprirle di zucchero; oppure immergerli per un attimo in miele diluito con acqua calda, sebbene a mio parere sono più buone zuccherate.
Ottime per merenda con la cioccolata calda - i vostri bambini vi ringrazieranno - oppure - per i più grandicelli - con il vinsanto come dessert.

4 commenti:

fiordisale ha detto...

oh sono contenta che stai meglio!
ero passata per segnalarti una cosa carina, viè un po' da me!

fiordisale

marcella candido cianchetti ha detto...

che mezza quaresima peccaminosa! buona giornata

Geillis ha detto...

il mondo del flamenco a Roma è proprio piccolo, cara mia: sono stata allieva di Isabel per tre anni, poi di Carmen Fuentes, Rina Garavelli e ora Sandra Munuera...proprio lei mi ha parlato del Mirabràs, per cui, come vedi, tutto torna! Beh, d'altra parte qui non siamo proprio tanti, alla fine ci si conosce un po' tutti...

Anonimo ha detto...

grazie per la ricetta dolce e ingrassante Marina...ultimamente ne ho proprio bisogno per tirarmi sù!!!
P.s.nemmeno io riesco a vedere i film troppo violenti...neanche il tg riesco più ad ascoltare ultimamente:-/ciao Luana