sabato 5 gennaio 2008

LA VERA, VERA, VERISSIMA STORIA DELLA BEFANA!


Dedicato a Daniela, Luana e a tutti coloro che questa notte torneranno bambini.


La Bbefana riccia, riccia
tutta quanta inanellata
scende giù cor Bbefanino
da la cappa der camino.
Va dicendo a le ragazze:
siate bbone, nun siate pazze.
'Na ragazza impertinente
nun voleva fare gnente
e la Bbefana la portò via
ar paese della Bbefania...



"Ar Paese della Bbefania"? Ma, dov'è il "Paese della Bbefania"? C'è chi dice, amici miei, che sia a Roma, proprio a Piazza Navona; e dicono che fra i tetti della Piazza più bella di Roma, lei e suo marito Bbefanoto fabbrichino durante tutto l'anno i regali per i bambini. Certo, nei momenti di grande lavoro vengono ad aiutarli i loro due figli che vivono tradizionalmente, uno in Sicilia, a Cefalù, e l'altra in Toscana, dalle parti della Garfagnana.
Lui, il figlio maschio, si chiama Maccavaddu ed è lui, che è molto forte e grosso, chi aiuterà la madre domani notte a caricare i sacchi di regali sulla scopa.
Invece la figlia femmina della Bbefana (che a Roma si pronuncia proprio così con due "b"), si chiama Pifanietta ed è bravissima a cucire le calzette colorate tipiche della Befana... E pare che si sia sposata con un tale Marc'Antonio, come dice questa "Befanata" toscana che domani notte verrà cantata in alcuni paesi della Toscana:


La Befana ha una figlia,
già congiunta in matrimonio
con un certo Marc'Antonio
di buonissima famiglia...



Ma la Bbfana romana ha, come vi dicevo, tante sorelle in giro per l'Italia: ad esempio la Vecchia a Pavia, la Pifanie a Lario Orientale, la Vecia o la Stria a Mantova, Padova , Treviso e Verona, la Pasquetta a Legnago; a Venezia invece Marantega o Redodesa, nome che si ritrova anche nelle alpi bellunesi con le varianti Redosega, Redosola e Redosa; la Sibilia a Pirano, la Donnazza a Borca di Cadore, l'Anguana a Cortina d'Ampezzo e la Berola in provincia di Treviso; la Vecie o la Strie o la Femenate o la Marangule nel Friuli. A Modena è la Barbasa, a Piacenza la Mara, la Voecia a Bologna!

Ma non tutte sono uguali le Befane italiane; ad esempio:


La Befana di Torino
ha due buchi nel calzino
mentre quella di Milano
ha due toppe nel pastrano:

Giunte entrambe a Riccione
si comprarono un bel maglione;
e alla scopa stanca di volare
fanno fare un tuffo in mare.

La mattina la strada riprendono
che i bambini già le attendono;
sotto i camini son pronti i calzini
di tutti i ragazzi: da Trieste a Vizzini!


In ogni modo, e qualunque sia il suo nome, la buona Vecchia che nella Dodicesima Notte dopo Natale, alla fine del periodo di transizione fra il vecchio e il nuovo anno, arriva portando regalini ai bambini il giorno dell'Epifania, non sarebbe altro che la personificazione niente di meno che della Madre Natura, giunta alla fine del ciclo vitale invernale; e perciò assume infatti le sembianze di una specie di vecchia e benevola strega a cavallo di una scopa volante.
E allora questa Vecchia che c'entra con l'Epifania? Beh, centra, perché dalla parola "Epifania" deriverebbe anche il nome della italianissima "Befana", e cioè una deformazione di "Pifania" a "Befania" e poi infine a "Befana".
E a proposito sapete cosa vuol dire Epifania? Vuol dire "Manifestazione", e infatti domani si celebrerà la "Manifestazione di Dio agli uomini nel suo Figlio Gesù".
Ma tornando alla Befana, forse non lo sapete, in quel delle Marche, possiede una casa nella cittadina di Urbania, vicino a Pesaro. E là, ad Urbania, in suo onore, sfileranno domani più di 150 "Befane" con i costumi tipici delle Befane di tutto il mondo, e poi ci saranno più di 4000 calzette fatte a mano per ornare il paese, e bancarelle con dolci, con regali, e bambole vestite da Befana...
Insomma una vera, grande festa proprio per festeggiare la Befana che, come dice una filastrocca, e ditelo ai vostri bambini, è tornata anche quest'anno a cavallo della sua scopa magica:

E' tornata la Befana
a cavallo di una scopa:
vola senza far rumore
nella notte nera nera.

Sulle spalle ha tanti sacchi
e li posa sui camini
tira fuori sorridente
i regali per i bambini.

Bambole e trenini
giostre e orsacchiotti,
dischi e grembiulini,
dolci e biscottini!


Ah! E buona Festa dell'Epifania!

3 commenti:

Anonimo ha detto...

grazie Marina...è sempre bello ricordare l'infanzia,soprattutto visti i tempi che corrono e cambiano purtroppo il vero senso di queste feste!!! Auguri a tutte le Befane...:-)Luana

Anonimo ha detto...

buongiorno Marina..è troppo poco il tempo che passi alla radio,il tuo programma dovrebbe avere più spazio perchè ci sarebbe tanto da raccontare sulle usanze popolari,culinarie e non!!!
Io sono nata e vissuta 20anni in veneto e ti ho detto del "panevin",ma da altri 22anni abito in friuli(bisiacaria)e in queste zone il falò è detto "seima" o "pignarui"...però c'è sempre una credenza che accompagna questi riti,che sono propiziatori per i contadini,un detto popolare che dice:"falive a matina, tol su el saco e va a farina" (cioè se la direzione presa dal fumo e dalle faville è il nord o l'est, prendi il sacco e vai ad elemosinare)
"se le falive le va a sera, de polenta pien caliera" (se la direzione è ovest e sud, il raccolto sarà buono...cioè la pentola sarà piena di polenta)...
In questo modo si chiede a Madre Natura di essere clemente e alla terra di dare raccolto in abbondanza...Ciao Luana

Anonimo ha detto...

Ciao Marina, Ciao Luana, e Ciao a Tutte le Lettrici, che non conosco per nome..
E' vero, ha ragione Luana, troppo poco tempo alla radio per poter raccontare queste splendide tradizioni...
i bambini, non le sanno, non le conoscono, e sono solo viziati, ad attendere solo i regali, pensando che tutto sia dovuto...
Quello che racconta Luana, circa il Friuli, e' bellissimo, e mi ha fatto ritornare, veramente bambina, visto che questi falo' non li ho mai vissuti, sono nata e cresciuta a Roma, ma li ho sempre sentiti raccontare da mio padre e i miei nonni paterni...
....un augurio di cuore...e che il raccolto sia propizio...in tutti i sensi!!!
Daniela