sabato 5 gennaio 2008

EL ROSCON DE REYES (Ciambellone dei Re)


Forse il dolce tipico dell'Epifania più diffuso in Europa tuttora, soprattutto in Francia e in Spagna dove si chiama appunto "Roscón de Reyes", sia proprio questa "ciambella dei Re" in memoria dei tre Re Magi che partirono in pellegrinaggio per venerare Gesù Bambino.

Secondo l'antropologo spagnolo Julio Caro Baroja (1914-1995) la tradizionale focaccia a forma di soffice ciambellone, detto Roscón de Reyes, che si consuma in Spagna il 6 gennaio ha le sue origine a Roma, durante i Saturnali, le feste dedicate al dio Saturno al solstizio d'inverno, un'ipotesi condivisa da tanti altri studiosi europei. Quei giorni i Romani nascondevano una fava secca all'interno di una focaccia e se veniva trovata da uno schiavo costui rimaneva in libertà durante i giorni della festa; oppure se a trovare la fava era un uomo libero veniva nominato "Re del festino" con ampi poteri decisionali.


Allo stesso modo all'interno del Roscón de Reyes, come ho accennato, viene nascosta una "sorpresa" che una volta era una fava secca, poi di porcellana o di metallo e infine un piccolo oggettino, in genere una figurina di porcellana che raffigura uno dei Re: chi la trova viene incoronato "Rey por un dia", "Re per un giorno"e verrà incoronato con la coroncina di cartone che orna di solito la ciambella. In alcuni luoghi, specialmente in Latino America, sono due gli oggetti nascosti nel ciambellone: una figurina e una fava: chi trova la figurina sarà appunto il "Re" e chi la fava dovrà pagare il dolce per tutti.

L'usanza è anche molto diffusa in Francia dove il Roscón de Reyes si chiama Galette des Rois. Mentre in Portogallo, dove tuttora in alcune regioni sono proprio i Re Magi a portare i regali ai bambini, si chiama il "Bolo Rei", la "Corona dei Re", che si può degustare dal 15 dicembre e fino al 15 gennaio. Il "Bolo Rei"è confezionato con la pasta delle brioche ma arricchita con tartufi di cioccolato e decorato con i frutti canditi e lo zucchero a velo: un vero e proprio inno al solstizio d'inverno!
Ma ecco invece la ricetta del nostro (spagnolo) Roscòn de Reyes (come quello della foto) per la colazione o il pranzo di domani 6 gennaio.

Preparatelo anche voi questa notte per i vostri bambini: così avrete un alibi per rimanere alzati fino a buon ora e poter ascoltare i vostri animali che parlano in questa notte magica della'Epifania o della Befana, quando una volta si credeva anche che i morti s'incarnassero. Viene detta anche "La Dodicesima notte" (ricordate Shakespeare?) : una notte che conclude il periodo di passaggio dal vecchio anno al nuovo cominciato col Natale. Si tratta dunque di una sorta di capodanno, e come ogni "capo dell'anno" è colma di sortilegi, e perciò, come dice il proverbio:
"La notte della Befana nella stalla parlano il il bue e la cavalla".
Ma anche i gatti e i cani e i criceti e gli uccellini...Perciò state attenti a quel che diranno questa notte: in genere sono pettegolezzi su di noi umani...


Per 8 persone:
500 gr di farina
3 uova
3 cucchiai di zucchero
50 g di burro
latte
3 cucchiai d'acqua di fiori d'arancio
1 arancia
30 g di lievito di birra
150 g di frutta candita varia
3 cucchiai di granella di zucchero
2 cucchiai di sciroppo di zucchero
ciliegine candite
1 fava secca oppure una figurina di porcellana
cartoncino dorato
Con la farina messa a fontana sul tavolo, le uova, lo zucchero, la scorza d'arancia tritata, l'acqua di fiori d'arancio, il burro ammorbidito a temperatura ambiente e il lievito sciolto in poca acqua tiepida, cominciare a impastare energicamente finché si formerà una pasta come quella del pane. Poi lasciarlo lievitare per 3 ore coperta con un panno.
Poi spennellare una teglia tonda di circa 30 cm di diametro e trasferirvi la pasta a forma di un rotolo a corona, all'interno del quale sarà stata inserita la fava secca, la monetina o qualsiasi sorpresina. Spennellare la pasta con lo sciroppo e cospargerla con la granella di zucchero: coprire di nuovo e lasciarla lievitare ancora un'altra ora.
Infine cuocere nel forno a 180° per 40 minuti circa.
Nel frattempo confezionate con del cartoncino dorato una coroncina da mettere al centro della ciambella prima di consumarla.
Poi, quando il nostro Roscòn de Reyes sarà dorato e gonfio togliere dal forno e ornarlo con la frutta candita a strisce , le ciliege e ancora granella di zucchero, facendo aderire tutto bene. Lasciare raffreddare e consumare la mattina dell'Epifania, il 6 gennaio, cosicché possiate diventare "Re", anche soltanto per un giorno.
Ah dimenticavo: alcuni lo farciscono a fine cottura con della panna montata o con della crema pasticciera: ma io preferisco quello tradizionale di tutta la vita!

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Sempre dalle parti venete il dolce tipico della befana è"la pinza",fatta con la farina della polenta e dentro ci si mettono uvetta e noci...deve rimanere bassa e quindi niente lievito.Poi la si mangia la sera del"Panevin",tutti attorno al falò che brucia "la vecchia"...e la si accompagna con un bicchiere di vino...ciao Luana

Anonimo ha detto...

Grazie per la ricetta del Roscon del Re! Volevo farlo ma mi son dimenticata di farmi dare la ricetta. Mia figlia con figlio e marito é ritornata a Siviglia ieri pomeriggio, dopo aver passato le feste di natale e per finire con la grande parata dei Re Magi domani a Siviglia. Sono contenta di aver trovato la ricetta e di aver trovato una sivigliana in Italia! Se avrò bisogno di altre ricette spagnole non dubitare mi farò sentire grazie e un felice anno. Caterina da Venezia mamma di Giovanna nonna di Marco