mercoledì 28 novembre 2007

TORTILLA DE PATATAS SPAGNOLA UNA SERA D'ESTATE




Immagino che alcuni di voi si staranno domandando: ma come sarà questa cuoca itagnola? Eccomi: una sera del passato agosto celebrando con gli amici il mio compleanno e quello di mia figlia, anche lei leonessa doc! La foto - dove mostro tutte le mie rughe menopausiche - è della mia cara amica Elvira De Vico.
Ah, sulla tavola, ancora quasi vuota perchè stavo apparecchiandola, c'è, in fondo a sinistra la celebre "tortilla de patatas" spagnola che preparo sempre per le mie riunioni mangerecce. Non è una semplice frittata con le patate, bensì quasi un tortino.
Piace a tutti e si può servire fredda, oppure leggermente tiepida ed è buona persino il giorno dopo. Ottima come aperitivo oppure per portarla a una gita in campagna con gli amici.
E, attenzione mamme, i bambini ne vanno pazzi!
Ecco la ricetta doc:

per 6 uova
1 k di patate
1 cipolla grande bianca
olio d'oliva (non c'è bisogno della sua verginità integrale, basta che sia decente e non troppo acido)
sale
1 padella antiaderente (il diametro dipende dalla quantità di patate perchè la "tortilla" deve essere alta)

Pelare le patate e tagliarle a tocchetti; lavarle con acqua e sale, sgocciolarle e porle in una padellona con olio d'oliva fino quasi a sfiorarle in superficie. Aggiungervi la cipolla trittata.
Coprire e far cuocere (attenzione, "cuocere" non friggere!) lentamente, a fuoco basso. Ogni tanto girare con una paletta di legno per evitare che si attacchi sul fondo.
A fine cottura, quando le patate saranno tenerissime e non bruciacchiate, scolarle dall'olio rimasto e aggiungerle alle uova, che prima saranno state ben sbattute in una scodella. Salare a piacere.
A questo punto entra in azione la padella antiaderente che avrete messo sul fuoco con un po' d'olio d'oliva a scaldare. Gettate (letteralmente, ma con moderazione) le vostre patate cotte, livellare con la paletta di legno e coprire lasciando cuocere lentamente.
Quando la frittata sarà cotta e dorata da un lato, occorre (ahivoi se non siete pratici!) girarla con un coperchio per farla cuocere dall'altro lato.
Se non vi cade nel lavandino o per terra, finitela di cuocere finchè sarà dorata come il sole d'autunno.
Poi adagiarla in un piatto per servirla a tavola una volta tiepida; ma io, come quasi tutti noi spagnoli, la preferisco a temperatura ambiente.
Se la servite come aperitivo occorre tagliarla a cubetti sopra ognuno dei quali introdurre uno stecchino di legno.
Come accompagnamento, dipende dal momento della giornata e del contesto: sangria, birra, aranciata per i piccoli oppure un bianco fresco in estate o un rosso nel periodo freddo (a me piace con la barbera).
Buon appetito!

martedì 27 novembre 2007

FRIDA, CUCCIOLOTTA DI TRE MESI, HA TROVATO CASA!


Frida è una stupenda cucciolotta di circa tre mesi, compiuti il 25 novembre, bastardina ma deliziosa, intelligente e vivace, di colore foscato e beige: vaccinata e con microchip.
La avevo adottato un mese e mezzo fa per regalarla a mia madre per compagnia, ma lei se ne andata da poco senza nemmeno conoscerla, e Frida è sempre sola o con stranei.
Io per lavoro sono sempre fuori e a volte anche per diversi giorni e Frida soffre e anch'io. Urge nuova casa per lei: ha bisogno di coccole!
EBBENE, GRAZIE A RITA DEL CANILE DI FURBARA DI SANTA SEVERA (dove ci sono tantissimi cani da affidare), FRIDA (CHE ORA SI CHIAMA MAGHIE) HA TROVATO UNA BELLA FAMIGLIOLA CON DUE BAMBINI DOVE SICURAMENTE SARA' FELICISSIMA!
Commento personale:
prima di prendere un cane controllare sempre le proprie possibilità per poterlo tenere bene perchè sono animali "più che umani" che desiderano stare in compagnia e ricevere e dare affetto continuamente. La solitudine è in contrasto con la personalità dei cani e dunque farli rimanere soli la maggior parte della giornata è una vera crudeltà.
Dunque, meglio allora i gatti, ma possibilmente non meno di due.
I gatti sono più indipendenti e, sebbene siano affettuosi a modo loro e quando loro lo decidono, sanno stare da soli con una "filosofia" di vita quasi zen. Capiscono che l'assenza del proprio "umano" ha un termine prima o poi. Anche se... Anche se, come faceva il mio carissimo certosino Mao, vissuto 18 anni, possono tenere il broncio per un'intera giornata dopo un viaggio particolarmente lungo!